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Imparare il cinese grazie ai disegni

Il metodo che rivoluziona lo studio

19/05/2014


Circa un quinto della popolazione mondiale parla cinese, una lingua assai complicata, con un sistema di scrittura non alfabetico, ma grafico: a ogni simbolo corrisponde un significato, che però può variare se unito ad altri simboli e a seconda della pronuncia. Così nonostante i sempre più intensi e frequenti rapporti tra Oriente e Occidente, sono ancora pochissimi i coraggiosi che tentano di imparare quella che è considerata la lingua più difficile del mondo. 

Ma c’è una novità. Chineasy, il nuovo metodo di apprendimento ideato dall’imprenditrice e creativa cinese ShaoLan Hsueh, sta facendo parlare di sé in tutto il mondo. «Dopo essermi trasferita a Londra con i miei due bambini, mi sono trovata a dover insegnare loro la nostra lingua madre - racconta Shaolan -. Un’impresa molto difficile anche per me, tanto che non trovando nessun testo di supporto ho deciso di elaborare un sistema molto semplice di scomposizione dei caratteri cinesi, che può dare le basi necessarie alla comprensione della lingua scritta». 

I “mattoncini”, come vengono chiamati nel libro di Shaolan, combinati uno con l’altro consentono di formare un bagaglio sempre più consistente di parole e frasi complesse. Le immagini, realizzate in collaborazione con l’illustratore Noma Bar, sono colorate, semplici e accattivanti. Un esempio? Il carattere “fuoco” può essere abbinato a più caratteri, per crearne uno composto. “Vulcano” è quindi la somma di fuoco e montagna, “cratere” invece di fuoco, montagna e bocca. 

 

«Quando sei un bimbo e guardi l’immagine di un gatto, impari prima che aspetto ha, poi a riconoscerlo e a pronunciare il suo nome - spiega -. Quando poi cresci ancora un po’, inizi a studiare l’alfabeto, e capisci che le parole sono composte da lettere: solo quando si ha già un bagaglio di informazioni di base ci si può muovere dall’immagine al testo. Con i mattoncini alla prima occhiata si impara a collegare la forma dei caratteri a un significato preciso, e da lì si può iniziare a costruire un vocabolario». 

Se alcuni simboli, come quelli che indicano albero e fuoco, sono molto intuitivi, Shaolan ha trovato una soluzione grafica anche per quelli più complessi. Un esempio? Il carattere cinese per indicare il sole è un rettangolo diviso a metà, che con Chineasy si trasforma in una finestra con il sole che sorge: bello da vedere e semplice da ricordare. Al momento il metodo di Shaolan, che domani sarà ospite alla Wired Next Fest di Milano, è unico: «Ho cercato diversi sistemi di apprendimento per i miei bambini – conclude -, ma non ne ho mai trovato uno che fosse accessibile, divertente e facile come quello che ho creato da sola». 

Fonte: lastampa.it
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